Polignano a Mare, nota come la ‘perla dell’Adriatico’, è una delle mete più ambite della Puglia, attirando turisti e visitatori da ogni parte del mondo.

Da Polymnia a Neapolis, ancora incerta è l’etimologia del borgo dalle acque cristalline, intervallate da peculiari grotte marine, lungo la costa frastagliata.

Anche quest’anno, per il 17esimo consecutivo, sventola su Polignano la bandiera blu conferita dalla Foundation for Environmental Education.

Il vessillo viene assegnato ogni anno a quelle località di mare che rispettano standard di eccellenza in parametri ben definiti: pulizia delle spiagge, qualità dei servizi, misure di sicurezza per i bagnanti, qualità delle acque di balneazione, adeguata cartellonistica informativa sull’ecosistema e sulle modalità di fruizione.

Proprio la storia di Polignano affonda le radici nel mare: per secoli è stata soprattutto un borgo di pescatori, che hanno fatto della loro attività un’affascinante tradizione. Era davvero consueto incontrare all’alba, tramonto o tarda sera quelle decine e decine di pescatori, muniti di lenza a bordo dei loro gozzi rossi e verdi. Ancora oggi l’attività della pesca è così presente nel quotidiano polignanese, così radicata nella sua storia e nella sua economia, che lo stesso gozzo rosso-verde è diventato un simbolo della città di Polignano.

A Polignano a Mare, la pesca subisce diverse modifiche con il passare dei mesi estivi a settembre” osserva Bartolo L’abbate, esperto del settore ittico e titolare della pescheria-ristorante “Lo Scoglio”.

Durante i mesi estivi, le acque sono generalmente più calde e ricche di vita, favorendo la presenza di specie come il pesce azzurro (sardine, acciughe) e diversi predatori come tonni e pesci spada. Tuttavia, con l’arrivo di settembre, le temperature iniziano a scendere e alcune specie migrano verso acque più calde o più profonde. A settembre, si può notare una diminuzione della presenza di pesci che preferiscono l’acqua calda, mentre aumentano le catture di specie che si avvicinano alla costa in cerca di cibo, come il pesce pregiato (orate e branzini)” prosegue L’abbate.

Altro fattore che può influenzare la variabilità della fauna ittica nei mari è sicuramente la ripresa delle attività di pesca commerciale e sportiva, a conclusione dell’alta stagione turistica. Nei mesi di minor flusso turistico, la costa polignanese si presenta come un paradiso incontaminato di fauna e flora marina: una biodiversità di specie variabili, peculiari e distinte le une dalle altre. A partire da settembre e in autunno inoltrato, i pesci maggiormente diffusi e richiesti a Polignano a Mare e in generale nel Mar Mediterraneo includono: orata, branzino, tonno – soprattutto il tonno rosso – sgombro, acciuga, seppie e calamari, gamberi e scampi.

L’orata è molto apprezzata per il suo sapore delicato, è spesso presente nei mercati e nei ristoranti. Il branzino è altro pesce pregiato, noto per la sua carne bianca e saporita” osserva Bartolo L’Abbate.

Il tonno è molto richiesto nei mesi che precedono l’inverno. Invece lo sgombro è un pesce azzurro ricco di omega-3, molto popolare per il consumo fresco e conservato” prosegue L’Abbate. Alla base di molte ricette pugliesi tradizionali, non mancano seppie e calamari. Invece, riguardo scampi e gamberi L’Abbate osserva: “Questi crostacei sono molto apprezzati e richiesti nei ristoranti e nei mercati locali. In generale, l’autunno è un periodo favorevole per la pesca, poiché molte specie migrano verso acque più calde e nutrienti, aumentando le possibilità di cattura e varietà di pesce disponibile”. La varietà ittica, che caratterizza le acque cristalline di Polignano, rappresenta per il nostro territorio un patrimonio enorme e distintivo, da conoscere, approfondire e valorizzare.

Ma occorre ricordare che la valorizzazione e la tutela della biodiversità marina non possono prescindere, di certo, dall’accurato rispetto del suo habitat: il nostro mare. Tina Raucci

Last modified: 5 Ottobre 2024